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In epoca romana il territorio di Creazzo dipendeva dal Municipio di Vicenza.
I Romani si fusero con la popolazione veneta preesistente, provvedendo
alla centuriazione, alla bonifica del territorio ed alla realizzazione
di una fitta rete stradale. Da Creazzo transitava la via Postumia, l'attuale
S.S. n. 11, costruita a partire dal 148 a.C., che univa i principali centri
della Pianura Padana: resti di questa strada furono trovati nel corso
di alcuni lavori di manutenzione del ponte di Olmo condotti nel secolo
scorso. A poca distanza dalla via sorse un primo villaggio, presto cristianizzato
e dotato di una Chiesa intitolata a S. Cipriano, vescovo di Cartagine.
Con il crollo dell'Impero Romano Creazzo fu interessato da frequenti incursioni
di popolazioni straniere, che costrinsero gli abitanti a trasferirsi sulle
vicine alture. Qui probabilmente già da prima dell'anno mille fu
innalzato un fortilizio di proprietà del Vescovo di Vicenza (citato
in alcuni documenti dell'XI secolo), completato successivamente da una
cappella intitolata a S. Ulderico, vescovo di Augusta in Baviera, destinata
a divenire (dopo numerose distruzioni e ricostruzioni) l'attuale omonima
chiesa parrocchiale. Durante il Medioevo Creazzo rimase legata a Vicenza
seguendone le sorti politiche. Si costituì una struttura amministrativa
articolata, formata da un Decano eletto annualmente, un Sindico, due Governadori
e l'assemblea dei capi famiglia. Nel 1404 Creazzo come tutte le terre
vicentine fu inglobato nei domini della Repubblica di Venezia, che seppe
garantire un lunghissimo periodo di pace terminato solo con l'arrivo di
Napoleone nel 1797 e la contestuale caduta della Serenissima. Al governo
francese si sostituì quello austriaco osteggiato dalla locale popolazione,
che partecipò ai moti risorgimentali del 1848. La parentesi asburgica
si concluse nel 1866 con l'annessione al Regno d'Italia.
Una curiosità: il nome Creazzo ha origine dalla composizione del
terreno, che si presenta di natura cretacea. Probabilmente queste caratteristiche
del terreno giustificano l'uso della parola latina cretaceus. Successivamente
in documenti vescovili dell'XI secolo troviamo i nomi di Credacium o Cretacium
usati per indicare l'attuale territorio comunale.
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